- Il computer è entrato nello Studio Legale come
macchina da videoscrittura e si è evoluto, in seguito,
in strumento di ricerca giuridica.
La meccanizzazione di queste funzioni semplifica molto
l’attività lavorativa ma sfrutta soltanto
il 10-20% delle capacità di un elaboratore. Il
calcolatore è una macchina fondamentalmente stupida,
ma ha grande memoria e, così come il Golem biblico,
obbedisce ciecamente, instancabilmente e velocemente al
suo padrone.
Queste caratteristiche ne fanno il collaboratore (stavo
per dire schiavo) perfetto, cui nulla sfugge, che lavora
senza interruzioni (e senza stipendio): perché
non sfruttarle appieno per sollevarci dai compiti ripetitivi,
noiosi ma pur sempre vitali per il nostro lavoro?
A questo scopo sono nati i vari gestionali per lo studio
legale: D@vide (P&P Informatics), Alter Ego (Tam),
Forum (Ted), Studio 84 (Studio Di Cesare), Nuovi Strumenti
(Giuffrè), Studio Legale (Condello) ecc. Questi
pionieri, inizialmente, non hanno avuto un forte riscontro
da parte degli utenti, tanto che alcuni sono progressivamente
scomparsi o hanno ridotto le proprie mire.
I tempi (i primi anni ’90) non erano ancora maturi,
pochi avvocati usavano il personal, l’interfaccia
a caratteri di MS-DOS ne rendeva l’uso un po’
ostico. Oggi il PC è entrato in tutti gli studi,
grazie a Windows 95 è semplicissimo da usare e
stiamo assistendo al rifiorire di questo settore.
L’obiettivo di questi software è quello di
formalizzare e razionalizzare le procedure manuali che
qualsiasi legale segue per l’archiviazione delle
informazioni. Occorre sfatare la leggenda che ogni studio
abbia esigenze particolari che vengono soddisfatte da
peculiari metodi di lavoro. Dieci anni d’analisi
della gestione di svariati studi, anche geograficamente
distribuiti, mi consentono di affermare che i procedimenti
seguiti partono da principi sostanzialmente analoghi,
che si differenziano solo esteticamente.
E’ possibile, pertanto, creare delle procedure generali
sufficientemente flessibili che risolvano la totalità
delle problematiche. Prendiamo, ad esempio, l’archiviazione
delle pratiche: a prima vista sembrerebbe che esistano
un’infinità di metodi per realizzarla. C’è
chi divide le pratiche per anno, chi le cataloga alfabeticamente
secondo le parti, chi in ordine di ruolo, ecc. Analizzando
meglio il problema, però, scopriamo che le informazioni
che devono essere memorizzate sono uguali per tutti (parti,
controparti, autorità giudicante, n° di ruolo,
ecc.) e che i vari metodi d’archiviazione sono funzionali
al tipo di ricerca manuale che si prevede di effettuare
più frequentemente.
Il software di gestione deve quindi rendere semplice l’inserimento
dei dati e consentire la ricerca delle pratiche secondo
schemi flessibili per adattarsi a tutte le possibili esigenze.
La gestione dell’agenda è fondamentale per
l’attività forense e rappresenta il vero
salto qualitativo nel passaggio dalla gestione cartacea/manuale
a quella informatizzata. Obiettivi di questo modulo devono
essere:
- · la completezza dei dati inseribili e la naturalezza
dell’immissione
- · l’effettivo collegamento alla pratica
a cui si riferiscono gli impegni
- · la velocizzazione dell’aggiornamento
delle udienze e della ricostruzione dell’attività
svolta per ogni pratica
A questi obiettivi primari i migliori software (come D@vide)
aggiungono intuitivi meccanismi per:
- · evitare l’eventuale dimenticanza di
aggiornamento delle udienze
- · verificare di avere evaso tutte le scadenze
· svolgere automaticamente particolari procedure
meccaniche (come quelle esecutive)
- · inserire automaticamente scadenze al verificarsi
di determinati eventi (ad es. la scrittura della comparsa
conclusionale ed il successivo deposito alla fissazione
dell’udienza conclusionale)
- · specificare onorari e competenze per la compilazione
automatica della parcella
Questi strumenti semplificano l’attività
organizzativa dello studio, eliminano i rischi professionali
da distrazione, riducono la necessità di personale
di segreteria o ne migliorano il rendimento. Se i dati sono
immagazzinati dentro il computer, si possono estendere le
funzioni del programma di videoscrittura, facendogli compilare
automaticamente buona parte degli atti di routine quali
iscrizione a ruolo, relata di notifica, messa in mora, sfratti,
ecc. La stesura meccanizzata consiste nel creare dei modelli
standard, in cui si specifica quali dati (parti, controparti,
date d’udienza ecc.), tra quelli già memorizzati
per ogni pratica, devono essere inseriti nell’atto.
Quando si creerà un nuovo atto, il programma di gestione
cercherà nei suoi archivi le informazioni necessarie,
le inserirà negli appositi spazi previsti dal modello
ed avvierà il programma di videoscrittura per stamparlo.
Un altro aspetto chiaramente sottovalutato negli studi legali
è quello contabile. Al solo vedere questa parola,
si saranno drizzati i capelli in testa a buona parte dei
lettori, che la associano ad imposizioni e controlli fiscali.
Con questo termine, invece, mi riferisco all’emissione
delle parcelle, al controllo degli incassi, alla quantificazione
delle imposte (I.V.A., C.P.A., R.A.).
Un tempo, gli studi professionali potevano disinteressarsi
della gestione finanziaria dell’attività, ma,
oggi, le ristrettezze del mercato e la gravosa pressione
fiscale obbligano anche gli avvocati a gestirsi come una
piccola azienda (pena, altrimenti, la perdita di redditività
e il depauperamento). Occorre stabilire precise date per
il pagamento degli acconti da parte dei clienti, verificarne
la corresponsione, addebitare agli assistiti tutte le spese
vive sostenute per le loro pratiche, distribuire le parcelle
nel tempo e valutare gli investimenti da effettuare per
recuperare l’I.V.A. Per fare tutto ciò in maniera
efficiente o si assume un ragioniere o ci si avvale di un
software adatto. Con questa prassi si evita, in modo perfettamente
lecito, di mandare inutilmente in fumo (imposte e tasse)
buona parte del proprio reddito.
P&P
Informatics - www.pep.it
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